
Versione originale:
Sul treno, una Bimba da sola a un Signore: – Cacca! – Ma cara, fatti portare al bagno dalla mamma! Dopo un po’… – Cacca! – Chiama la mamma piccina! Dopo altri 5 minuti… – cacca! – Ma tua madre dove si è cacciata? Neanche finisce di parlare che una grossa valigia gli piomba in testa dal portabagagli! E la bambina con un sorrisetto: – L’avevo detto che Caccava!!
Versione migliorata:
Primi anni del secolo scorso. Su un treno in partenza da Praga, un signore vestito elegantemente viaggia da solo. Legge un giornale, compito e controllato. Di fronte a lui madre e figlio, di ceto evidentemente più basso, parlano, tra loro, in ceco. Il signore finge di non capire e cerca di ignorare il loro discorso pratico.
La signora si alza, getta uno sguardo al bambino e, in un tedesco stentato, chiede al signore se può prestare attenzione al bambino. Il signore grugnisce e continua a leggere il giornale.
Il bambino dice qualcosa. Il signore, in tedesco: “Bambino, non ti capisco… Aspetta tua madre, per favore”.
Il bambino parla ancora.“Cosa? Cafca? Aspetta un attimo!”
Il bambino ripete lo stesso suono: è chiaramente una sola parola. “Bambino…”.
Il signore non riesce a finire la frase. Si apre la porta e la madre fa capolino. Senza dire una parole punta il dito verso il signore. Entrano due controllori in divisa scura e senza alcuna espressione sul volto. Lo portano via.
“Kafka”.
Etichette: franz kafka
27 gennaio 2012 alle 11:43
Tu, geniale zuzzurellone!
27 gennaio 2012 alle 20:30
Migliorata?
A me fa più ridere l’originale, per tre ragioni:
1. la prima ha il ritmo e la concisione della barzelletta, la seconda invece ha qualità letterarie superiori, ma zero ritmo (che nella comicità è sempre la cosa più importante, cfr. Woody Allen);
2. la seconda non ha senso, in particolare non si capisce per quale motivo il bimbo dica: “Cosa? Cafca? Aspetta un attimo!”; tanto è vero che
3. la seconda alla fine strappa una risata, ma è derivativa, comprensibile solo in rapporto al perfetto meccanismo comico della prima. Da sola non farebbe mai ridere.
Insomma, a me pare peggiorata.
Ma va anche detto che mi piaceva da impazzire “Il mirabolante almanacco dei Fratelli Mattioli”, che purtroppo comperavo solo io, per cui il mio senso dell’umorismo non ha riscontro nelle masse.
28 gennaio 2012 alle 10:50
mi viene in mente quest’altra barzelletta straordinaria:
Cosa fa Stefania La Matta con quei stivali bianchi tutta la notte sui marciapiedi dei viali? Si guadagna la pagnocca!
hahahahahahahaha
hehehhehhheheehehhe
huhuhuhuhuhuhuhuhuu
28 gennaio 2012 alle 10:53
aanzi, si potrebbe migliorare così:
c’era Stefania La Matta sui viali. Si ferma una macchina e il conducente le chiede:
-Dov’è l’albergo Il Castello?
- Vai via, scarafaggio! – risponde la nostra.
hahahahahahahahaha
hehehehehehehhehhe
huhuhuhuhuhuhuhuuu
genniale!
30 gennaio 2012 alle 09:00
che grappolo di intellettuali… non riesco a starvi dietro