Un fumetto al giorno (27/12)
A Bonvi piaceva la stessa fantascienza che piace a me. Roba semplice e divertente: alla Robert Sheckley e Fredric Brown per intenderci. Ha disegnato quel memorabile ciclo di storie, scritto con Guccini, e ha scritto alcuni fascicoli di una collana progettata per uscire, con cadenza annuale, per Bonelli. Un paio di quegli albi hanno effettivamente raggiunto l’edicola, con disegni di Cavazzano. Quando Cavazzano ha fatto un incontro col pubblico a Milano, qualche tempo fa, un mio caro amico lo ha avvicinato per ringraziarlo. Questo mio amico, molto più giovane di me, con occhi colmi di commozione ha detto al disegnatore una cosa che non mi sarei mai aspettato: lei ha disegnato il primo cazzo ch’io abbia mai visto in un fumetto; mi ha fatto capire che col fumetto si poteva fare tutto.
Come sai (se sei maschio) o come dovresti sapere (se sei femmina), la rappresentazione del pene è un tabù inviolabile. E quando becchi il tuo primo pisello disegnato è un’epifania. A me è successo con The Long Tomorrow di moebius (e poi con Largo delle tre api di Magnus). Non ricordavo cazzi disegnati da Cavazzano.
Quando ho chiesto spiegazioni, il mio amico mi ha parlato della storia dell’alieno che cambiava pelle. Non la ricordavo, è divertentissima e la trovi in un libro che si intitola Altre storie dello spazio profondo.
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