Rive gauche

by
Quay d'Orsay

Guarda le mani

 

Prendi un’eminenza politica oscura, discussa e discutibile. Mettila nelle mani di un fumettista straordinario come Cristophe Blain, già autore del riduttore di velocità, di Isaac il pirata, il Gus il fuorilegge, dell’alba di Donjon (con Trondheim e Sfar) e del semicane Socrate (con il solo Sfar). Lascia che questo costruttore di pagine consapevoli si gingilli con l’idea chiacchierando a lungo con un amico, tale Abel Lanzac. Permetti ai due di confezionare un libro – il primo di una serie, in pieno rispetto della tradizione francese dell’album BD – capace di raccontare i misteri del linguaggio della politica.

A quel punto, in libreria, rischi di trovare Quai d’Orsay : Chroniques diplomatiques, edito da Dargaud. Oltre a essere un trattato di prassi e vacuità nella gestione della cosa pubblica, può succedere che quel libro sia uno straordinario saggio sul ritmo del racconto. Pagine che sembrano quella partitura per batteria di cui Boris parla con i suoi amici durante le birre serali (e se non hai mai preso una birra con Boris: a) non immagini neanche cosa ti sei perso finora; b) dovresti solo invidiarmi).

Ritmo

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11 Risposte a “Rive gauche”

  1. CREPASCOLO Dice:

    Noi parliamo con le mani, come diceva ai suoi lettori Archie Goodwin mentre era legato ad una sedia di fronte ad un assassino che intendeva sbarazzarsi di quello che credeva essere l’unico a conoscere il suo segreto ( in realtà una donna travestita – tipo atletico, seno piatto – che aveva stecchito anni fa l’amichetta del marito e poche pagine prima l’unica testimone in grado di inchiodarla alle sue responsabilità ).
    In un serial propedeutico alla sua testata regolare, Wolverine si chiede come possa nutrirsi il suo avversario, un killer i cui avambracci terminano con due lame affilatissime. Io mi sarei posto il problema di come potesse comunicare efficacemente.
    Nel decennio precedente, Moench e Gulacy avevano contrapposto lo stesso Razorkoso a Shang Chi che, però, di suo parlava poco – memorabili le sue dida ripiene di consideraz sulle umane intraprese sintetizzabili nel motto di tanti Totem seconda versione: perchè tanto odio ? – ed il figliolo ribelle di Fu Manchu è passato oltre senza altro dimandare.
    Negli States ho conosciuto la persona attaccata alla controfigura da lontano della Mano degli Addams. Un ometto che ricordava Peter Lorre, ma con la chioma di Harpo Marx. Balbettava e non conosceva + di 100 vocaboli – Crepascolino ha due anni e mezzo e ne impiega il doppio anche se crede che la besciamella sia un preparato alchemico necessario x la creazione di uno homunculus ed usa dedurre ed arguire quali sinonimi ( peccato mortale x Nero Wolfe – si veda il romanzo Gambit ndr ) – ma la sua destra era capace di una poesia e di una sintesi che nemmeno Fabri Fibra.
    Christina Ricci lo adorava e raccolse alcune sue unghie che custodisce ancora oggi in un tabernacolo IKEA sopra il caminetto del suo bilocale a La Jolla. Nel corso di una festa, c’è mancato poco che Moby mandasse lo scrigno diritto nel fuoco. Tina non lo ha mai perdonato.

  2. robertolaforgia Dice:

    Mi sta venendo duro

  3. sparidinchiostro Dice:

    Crepascolo: di archie goodwin ne parlavo proprio l’altro giorno con un’amica. CI dicevamo che Nero Wolfe, con la sua massa strabordante, non ha corpo e neanche sessualità. Sempre chiuso in casa, usa un drone che si chiama Archie e che agisce in sua vece: turgido e temprato alle imprese più ardue. Non è un caso, infatti, che Nero stia in casa a coltivare orchidee, fiori che assomigliano a vagine

    RLF: qualcuno mi sarà grato

  4. CREPASCOLO Dice:

    Come direbbe Pinketts, non mastico il greco e non posso quindi sputare sentenze, ma mi pare di ricordare che orchidea arrivi da orchis cioè il testicolo ( momento Proust: lo spiega un imbarazzato coltivatore ad un divertito Enzo Tortora nel corso del Portobello da venticinque milioni di telespettatori a sera – share che nemmeno l’Apocalisse avrà mai ).
    Wolfe ha rinunciato all’interazione prossemica con l’altra metà del cielo come spiegherà alla figlia adottiva ( ” ho indosso tutto questo grasso perchè mi isoli dai miei sentimenti ” ), ma in altre occasioni, quando è in modalità amarcord, oltre alle sue gesta di spia durante WWI, ci sorprenderà accennando ad un passato di fauno che incanta le donzelle al suon del flauto per rapirne la virtù all’ombra di un albero dal fusto non screziato, sul fianco di una collina. E dolce era il sole. Più o meno. Sono passati anni da quando sfogliavo gli Omnibus tradotti dalla Grimaldi. Non ci crederai, ma un commentatore ( Omnibus Archie e Nero: Eterni Dei ) scherza, malizioso, sul rapporto tra i due quasi fossero in odor di parsifalismo. Archie offre, effettivamente, il fianco alle ipotesi: piace alle signore che incanta con i suoi modi, la sua eleganza e lo stesso senso della frase – aridanga Pinketts – che sfoggia nei suoi rapporti ( Goodwin è anche il narratore in prima persona delle indagini del suo mentore, come Watson di Holmes ndr ), ha anche una fidanzata semiufficiale, la bionda eccentrica milionaria Lily Rowan, ma non lascia mai la sua stanza nella casa di arenaria della 35ma strada, segno che è lì che si realizza.
    Non so. Non credo che se Stout non fosse altrove a scrivere per un pubblico ben più numeroso, oggi farebbe sfilare Archie e Nero per le strade del Pride Village di Padova. Peccato perchè il video del genio montenegrino che ondeggia il suo ”settimo di tonnellata ” al ritmo di Alejandro sarebbe vista da 25 milioni di persone nella prima ora sul Tubo.

    Dicembre 2012. Sono seduto al pc dopo al crepuscolo. Il sito di repubblica aggiorna in tempo reale le notizie sull’Armageddon imminente. Un tizio sotto la mia finestra si regge ad un cartello che spiega come la fine sia vicina. Più della Cina che da via Sarpi è arrivata rapidamente a via Farini. Tutti quei negozi comperati in contanti per far lavorare a turni massacranti dei poveracci che cuciono borse per stilisti stilosi e tutto si perderà nella pioggia come diceva Rutger.
    Il Tubo mi consiglia Dancing with Tears in My Eyes, ma Midge Hure assomiglia troppo a Tin Tin ed io non posso andarmene nel nulla ricordando la linea chiara dei mangiarane. La vita è una cosa come Bill Sienkiewicz, Mark Texeira o Frank Teran. Un arabesco impazzito e nevrotico come un furetto cosparso di trielina inseguito da un nano epilettico che brandisce uno zippo. Sono perso dentro i fatti miei, come direbbe il tale di Zocca, quando trovo il video del ”brutto ciccione velenoso ” che agita il ”ricettacolo della pappa ” sul palco di fianco a Lady Gaga. Posso uscire per la comune, ma soddisfatto.
    Colpo di scena alla Wells. La fine è rimandata. Il buco nero implode divorandosi , come in una storia di Ellis o in un monologo di Fo. Il mondo non termina stanotte. Scendo in strada e scorgo, attraverso una grata al livello del marciapiede , un team di orientali che smaltano wok. Costano pochi euri, ma se vuoi fare bella figura con il tuo regalo all’amica che hai ritrovato grazie a FB ti conviene comperare quello della Rinascente con gli accessori che fanno tanto gadgets di Bats. Così’ è la vita.

  5. sparidinchiostro Dice:

    Cazzo! Crepa, ti voglio conoscere. Appena torno dalle vacanze, alla prima occasione, ti trascino a forza a una serata di birra e cazzeggio con Boris e Tito.

  6. CREPASCOLO Dice:

    Onoratissimo. Anch’io sono quasi in vacanza. Ne riparliamo a settembre.

  7. Boris battaglia Dice:

    Ti invidio, giuro.

  8. sparidinchiostro Dice:

    Un amico comune direbbe: sciocco. Hai visto che roba?

  9. Tre stelle « Spari d'inchiostro Dice:

    [...] dell’ultimo libro di Blain. Già, perché il fumettista francese, dopo aver raccontato le straordinarie avventure di un politico dell’esagono, ha deciso di assecondare una richiesta del suo editore e di fare En cuisine avec Alain [...]

  10. Miscellanea « Spari d'inchiostro Dice:

    [...] Quay d’Orsay di Blain e Lanzac (in Italia per Coconino) [...]

  11. I segreti del Quai d’Orsay | Conversazioni sul Fumetto Dice:

    [...] notevole. In poche parole, il lavoro di Blain, è calcolato al dettaglio ed è basato, come già spiegava Paolo Interdonato, sul [...]

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